Saranno processati – anche se separatamente – con le accuse di rapina in concorso Paolo Prisco e Salvatore Villani, di 25 e 22 anni, per il colpo commesso ad una tabaccheria in via Astuti. I due, il 29 marzo 2016, giunsero nei pressi del negozio durante le operazioni di chiusura e facendo irruzione, a volto coperto, con un passamontagna nero e con uno scalda collo di colore scuro. Entrambi minacciarono i titolari brandendo un coltello a serramanico: uno dei due lo puntò contro la titolare, mentre l’altro, successivamente identificato in Prisco, fu affrontato dall’uomo. Questi difese la moglie colpendo il rapinatore con un catenaccio, che doveva servire alla chiusura del negozio: quando cadde a terra, per respingere il rapinatore, lo stesso titolare lo colpì con dei calci, ancora, nel tentativo di scacciarlo.
I due riuscirono tuttavia a portar via un bottino di circa 600 euro in contanti, e altri 200 in gratta e vinci. Le accuse contestate di rapina aggravata comprendono anche quelle per detenzione di armi bianche. Una delle quali ritrovata dai carabinieri insieme agli indumenti sporchi di sangue, lungo via Scarano, abbandonati durante la fuga. Prisco è invece accusato di resistenza e detenzione e porto di arma illegale, perché durante la fuga, dopo essersi separato dal complice, minacciò un carabiniere che lo inseguiva puntandogli una pistola contro. L’arma non fu mai usata per sparare. Il ragazzo fu arrestato dopo diversi mesi d’indagine. Solo successivamente fu identificato anche il complice, Villani, con il lavoro di ricostruzione condotto dai dati estrapolati da videocamere di sicurezza, testimonianze delle vittime e il rinvenimento degli indumenti indossati durante il colpo.

