Nocera Inferiore, botte, aggressione e una pistola: Ciro Eboli rischia un altro processo

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Rischia un nuovo processo Ciro Eboli, l’ex candidato del centrodestra a sostegno dell’attuale consigliere e candidato sindaco Pasquale D’Acunzi, arrestato ad agosto dietro richiesta dell’Antimafia per scambio elettorale politico-mafioso. Le accuse per lui, con una richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura di Nocera Inferiore e in attesa del vaglio del Gip, è di lesioni e detenzione di arma da fuoco. L’episodio risale alla scorsa estate ed è lo stesso Eboli che – involontariamente – lo racconta ad un’altra persona in auto. Non sapendo che i Ros lo hanno sotto intercettazione per l’affaire della casa famiglia. Eboli si sfoga, raccontando di essersi allontanato da una funzione religiosa, di aver raggiunto una persona e di averla aggredita a mani nude. Racconta anche di aver messo “il colpo in canna”, elemento che spinge gli inquirenti a contestargli anche la detenzione di arma da fuoco in luogo pubblico. Beghe di strada, futili motivi, ora al vaglio del giudice per l’udienza preliminare che dovrà decidere o meno per il processo

Dal mese di agosto, invece, Ciro Eboli resta in carcere. L’accusa è di scambio elettorale politico-mafioso, reato contestato all’ex boss Antonio Pignataro, all’ex vice sindaco Antonio Cesarano e all’ex consigliere comunale e candidato, Carlo Bianco. Una prospettazione d’accusa che ruota su di una casa famiglia che sarebbe dovuta sorgere su di un terreno confinante con la parrocchia di San Giuseppe, al cui interno svolgeva le sue funzioni don Alfonso Santoriello, poi allontanato dal Vescovo dopo essere finito anche lui nell’indagine della Dda con l’accusa di false dichiarazioni. Sull’episodio che invece vede Eboli rischiare il dibattimento vi sono intercettazioni dei Ros e la denuncia sporta, in questo caso, dalla persona offesa