Sant’Alfonso Maria Fusco, che la Chiesa festeggia il 7 febbraio, è uno di quelli che Papa Francesco ha definito «testimoni di misericordia» da cui ogni sacerdote, come ogni fedele, dovrebbe prendere esempio.
Un uomo attraversato da Dio, un padre, un fratello che ha accolto la luce di Cristo nel suo cuore e l’ha trasmessa al mondo intero.
Il fondatore della Congregazione delle Suore di San Giovanni Battista è stato un uomo e un sacerdote trasparente, ha lottato per togliere le macchie e le oscurità del peccato, così da far passare la luce gentile di Dio.
Don Alfonso Maria Fusco ha respirato l’aria inquinata dal male che c’era anche ai suoi tempi, ma nel cammino non ha perso di vista il tracciato di Gesù, quello indicato nelle beatitudini, e si è lasciato trasformare dallo Spirito Santo.
Nonostante i tanti contrasti, spesso generati proprio dai preti della sua Diocesi, Alfonso Maria non si è mai arreso e con l’aiuto della Provvidenza e di una giovanetta di Angri, Maddalena Caputo, ha fondato l’Opera che oggi dà lustro alla città di Angri in ben sedici Paesi del mondo.
Questi gli obiettivi di Don Fusco a fine Ottocento: togliere dalla strada i bambini poveri, gli orfani e dare loro non solo un tetto sotto il quale riparasi, non solo cibo ma un’istruzione affinché possano diventare onesti cittadini.
Don Alfonso ha accolto tutti e ha vegliato su di loro con grande tenerezza, come hanno raccontato i testimoni.
Nella sua Piccola Casa della Provvidenza c’è sempre un posto anche quando il cibo scarseggia o manca.
Le crescenti richieste di assistenza per un numero sempre maggiore di orfani e bambini spingono così Fusco ad aprire nuove case, prima in Campania, poi in altre regioni d’Italia.
Oggi le suore della Congregazione di S. Giovanni Battista sono diffuse in Italia, Stati Uniti d’America, Brasile, Cile, Zambia, Canada, India, Filippine, Corea, Polonia, Messico, Sud Africa, Malawi, Madagascar, Moldavia; ovunque testimoniano il loro carisma originario: “Preparare la via del Signore”.

