Una vera e propria stangata quella inflitta dal Giudice Sportivo Territoriale alla Rocchese, in merito alla gara interna di sabato scorso con il Real Sarno (Promozione girone D). Il dispositivo parla di un’ammenda di 400 euro e di obbligo di disputa a porte chiuse della gara casalinga, per intemperanze dei tifosi e per presunte minacce subite da soggetti riconducibili alla società. Inoltre, è stata comminata una squalifica per 4 gare al portiere Lorenzo Prisco, accusato dal direttore di gara di ingiurie, minacce e tentativo di aggressione.
La Polisportiva Rocchese ha però tenuto a dare la sua versione dei fatti, in particolar modo sull’espulsione dell’estremo difensore. Secondo quanto raccontato dalla dirigenza, nel corso della gara dopo uno scontro di gioco fortuito un calciatore del Real Sarno è rimasto a terra stordito, senza che l’arbitro sospendesse il gioco per sincerarsi delle sue condizioni. Alla prima interruzione, c’è stato il pronto intervento del medico sociale della Rocchese per soccorrere il ragazzo, ma inspiegabilmente l’arbitro ha chiesto di rialzarlo e portarlo fuori dal rettangolo di gioco per riprendere rapidamente il gioco. La richiesta non è stata certo accolta bene dai calciatori delle due squadre e a pagare proteste è stato proprio il portiere Prisco, espulso.
A fine partita, ancora secondo il racconto della Rocchese, uno dei tre ufficiali di gara si sarebbe rivolto in modo maleducato e volgare al vicepresidente rossoblu e agli altri tesserati di casa, allertando i Carabinieri e abbandonando i documenti delle due squadre a terra, accanto al cestino dei rifiuti.

