Castel San Giorgio, indagati per omicidio: il Riesame dice no al carcere

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Seconda richiesta di arresto respinta per tre persone indagate per la morte del 34enne operaio, Antonio Buono. Lo ha deciso il Tribunale del Riesame di Salerno, respingendo la richiesta di misura cautelare avanzata dalla Procura di Nocera Inferiore. La prima volta era toccato al Gip, Alfonso Scermino per «Mancanza di gravi indizi di colpevolezza». Gli indagati per omicidio volontario hanno 34, 41 e 36 anni. Sullo sfondo dell’inchiesta c’è la morte di Buono, il cui corpo fu trovato a terra, per strada, a Roccapiemonte. Era settembre 2013. Secondo la tesi del sostituto procuratore Ernesto Caggiano, i tre avrebbero aggredito a seguito di un litigio la vittima. Sconosciuti i motivi: da un problema collegato alla droga ad un diverbio. L’uomo sarebbe stato picchiato a sangue, caricato in auto e poi abbandonato per strada.

Al vaglio della procura ci sono intercettazioni ambientali e riprese di videosorveglianza, che secondo la tesi proverebbero il coinvolgimento nella morte dell’uomo dei tre soggetti. Ma secondo una perizia effettuata all’epoca dal medico legale, sul corpo dell’uomo furono rinvenute lesioni compatibili con l’investimento di un’auto ma anche sovrapponibili con il lancio da un mezzo di circolazione. Un controllo dei Ris aveva escluso invece la presenza di segni di vernice provenienti da automobili sul corpo della vittima. Furono alcuni automobilisti ad avvistare la sagoma umana riversa in mezzo alla strada. Per la Procura i tre andavano arrestati, in quanto potrebbero commettere altri reati di questo tipo, oltre che inquinare le prove. Ma così come fu per il Gip di Nocera Inferiore, anche per il Riesame di Salerno non ci sono elementi gravi al punto da rinchiudere gli indagati in carcere.