Aveva chiesto alla madre di recuperare una somma pari a circa 200 euro, provento di una cessione di droga fatta ad un commerciante tempo prima. E lo aveva chiesto dal carcere, dove era rinchiuso per un blitz dello scorso aprile, durante i colloqui con il genitore. E per aiutare il figlio, la donna si era avvalsa della compagnia – secondo la procura – dell’aiuto di un pregiudicato. Ora tutti e tre sono stati mandati a processo dalla Procura, con la richiesta di giudizio immediato. Sono M.R. , 21enne, la madre C.V. e S.V. , 37enne noto alle forze di polizia per precedenti per droga. L’attività investigativa ebbe la sua genesi ad aprile, quando i carabinieri arrestarono 17 persone per un giro florido di spaccio di sostanze stupefacenti. Tra quelle persone c’era pure il 21enne, che due mesi fa con rito abbreviato era stato condannato in primo grado ad 8 anni e 8 mesi di reclusione. Dopo l’applicazione delle misure cautelari, la Procura aveva aperto un ulteriore fascicolo d’indagine nei suoi riguardi. La ragione era il contenuto di alcune intercettazioni ambientali registrate in carcere tra il 21enne e la madre. Il ragazzo aveva chiesto al genitore di prodigarsi per recuperare una somma in denaro che rappresentava il corrispettivo di una partita di droga ceduta ad un imprenditore.
Una cessione fatta quando il ragazzo era ancora in libertà. Da lì la donna avrebbe cominciato a far visita al debitore per più volte. Ma il commerciante, titolare di un’attività nel centro cittadino, avrebbe mostrato l’intenzione di non versare alcuna somma di denaro. Ragion per cui, per rafforzare la richiesta, C.V. si era avvalsa della compagnia di S.V. E sfruttando – questo il ragionamento della Procura – la caratura criminale del 37enne, avrebbe preteso i soldi dal commerciante. Decisive, per l’accusa di estorsione, furono i dialoghi intercettati in carcere: «Ah, ma te li ha dati ieri sera…un altro po’ mi stavo litigando. Gli ho detto stammi a sentire: “ma non si fa così, io non posso andare avanti e indietro a comprare il pepe». A insistere poi, dopo la madre del giovane, anche Vitolo: «Domani sera vengo solo io, apro il cassetto, mi piglio i soldi e poi ti appiccio». Il debitore era un commerciante di Pagani con un’attività a Nocera Inferiore. I tre sono attesi ora dal vaglio del Gip.

