Una lunga ed inutile attesa. Durata sette anni, quattro mesi e qualche giorno. L’omicidio del sindaco-pescatore Vassallo resta senza colpevoli e senza le giuste spiegazioni. L’indagine sta per concludersi con un nulla di fatto. L’ultima proroga concessa dal gip di Salerno, annunciata a giugno dalla presidente della commissione parlamentare antimafia, Rosy Bindi, si esaurirà a febbraio. «Per me resta una ferita aperta, dobbiamo chiudere senza quello che speravamo». È amarfa al massimo la considerazione di Rosa Volpe, procuratore aggiunto a Napoli e per quasi tre anni dedicatasi alle indagini sull’omicidio del primo cittadino di Pollica, Angelo Vassallo. La Volpe cominciò ad occuparsene sin da quel 5 settembre 2010, quando il corpo senza vita venne trovato ad Acciaroli, crivellato con nove colpi di pistola. Chiudere l’indagine con una nulla di fatto è una sconfitta per tutti, al di là delle fiction e delle commemorazioni, delle belle parole e delle buone intenzioni. Il mistero resta, come una nuvola nera sul cielo di Pollica e sul mare bellissimo di quelle zone, come il male che resiste al tentativo di giustizia da parte del bene.

