Scorribande e devastazioni a Salerno: una chat incastra la gang dell’Agro

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«Hanno attuato vere e proprie scorribande per il centro cittadino, utilizzando armi ad aria compressa e spaccando i vetri di almeno 60 auto. Un numero fondato sulle denunce sporte, ma i veicoli effettivamente danneggiati nel corso dell’azione vandalica sono verosimilmente di più». Ha esordito così il Procuratore Corrado Lembo nel corso della conferenza stampa di questa mattina, svoltasi presso la Procura della Repubblica di Salerno in merito all’operazione che ha consentito di sgominare la gang – composta da 9 giovani, molti dei quali appena maggiorenni – che dall’Agro (Pagani e San Marzano sul Sarno, in particolare), ha attuato veri e propri atti di devastazione nel centro cittadino di Salerno. Gli indagati sono finiti tutti ai domiciliari (leggi QUI la notizia).
«Prezioso, ai fini dell’indagine – continua Lembo -, l’esame delle immagini di videosorveglianza, che ha consentito di individuare le due auto a bordo delle quali viaggiavano i giovani e di ricostruirne il percorso. Sulla scorta di questi elementi si è poi snodata l’attività investigativa, che ha consentito di contestare ai nove il grave reato di devastazione. Una risposta importante, di carattere corale, ad atti di profonda inciviltà e vandalismo».

‘O SISTEMA – Non solo le immagini della videosorveglianza, che hanno condotto prima alle auto utilizzate per il raid e poi alle abitazioni dei componenti della gang (leggi QUI). Decisiva, nell’ambito dell’indagine, l’analisi dei telefoni cellulari in uso ai nove indagati, in particolare di una chat di gruppo realizzata su Whatsapp, denominata “‘O sistema”, come riferito dal procuratore aggiunto Luigi Alberto Cannavale. «E’ in questa chat che i nove esaltavano le loro imprese e ne pianificavano di nuove; è dalle relative conversazioni che si ha conferma che i veicoli effettivamente danneggiati siano almeno 150». Una chat cui partecipava un numero di persone superiore rispetto ai nove poi arrestati. «Gli altri hanno avuto la forza di dissociarsi». Sentiti come persone informate sui fatti, sono stati proprio i componenti della chat che non hanno preso parte ai violenti raid ad evidenziare la pericolosità della gang ed a riferire di ulteriori azioni in programma.
«L’indagine – continua Cannavale – si è sviluppata in tempi record. Attraverso un coinvolgimento di tutte le forze istituzionale, in meno di tre mesi è stata stoppata un’escalation di violenza e criminalità vandalica. Gli indagati sapevano di essere attenzionati, in virtù delle perquisizioni condotte a carico di due di loro, ed è per questo che hanno in parte frenato le loro azioni. Parliamo di ragazzi di provincia che la sera, fuori ad un bar, decidono di andare in giro a devastare, invece di andare a mangiare una pizza».

La contestazione del reato di devastazione – non del semplice danneggiamento – deriva non solo dalla quantità delle auto rimaste danneggiate nel corso dell’azione vandalica, ma anche dalla turbativa arrecata all’ordine pubblico in generale. «Si è trattato di un’azione punitiva animata da finalità vandaliche», ha concluso la dott.ssa Cardillo. Su questi rilievi è stata dunque richiesta e disposta l’emissione dei provvedimenti cautelari.