Diventa definitiva la condanna per Salvatore Squillante: la Cassazione ha respinto il ricorso presentato dal suo legale difensore che contestava un vizio nella motivazione della pena, oltre a chiedere il riconoscimento delle attenuanti generiche e l’applicazione della recidiva. Squillante, di 37 anni, era stato arrestato nel 2015 per aver commesso cinque rapine tra farmacie e sale tabacchi. Episodi commessi tra il dicembre 2014 e il febbraio 2015, con un bottino complessivo di circa 5000 euro in contanti. Con indosso una maschera e armato di coltello – e in un’occasione anche con una pistola – aveva assaltato degli esercizi commerciali che distavano pochi metri da casa sua, intorno all’orario di chiusura. In casa, Squillante stava scontando una detenzione agli arresti domiciliari. In primo grado era stato condannato ad 8 anni di carcere. La Cassazione ha confermato ora la pena della Corte d’Appello di Salerno, che l’aveva precedentemente ridotta in primo grado – che ne aveva valutato correttamente «la reiterazione dei reati come sintomo di ingravescente pericolosità del ricorrente, disconoscendo la ricorrenza di profili di meritevolezza idonei a fondare il riconoscimento delle attenuanti generiche».

