Per aver preso un Daspo doveva apporre la sua firma presso la tenenza dei carabinieri. Ma quel giorno era 5 minuti di ritardo e con un verbale redatto poi da un carabiniere, si era guadagnato una citazione diretta a giudizio dalla Procura. Insomma, un processo per aver violato l’articolo 6 della legge 401 del 1989. Il tribunale di Nocera Inferiore però lo ha assolto, in quanto quel ritardo era stato causato dal numero elevato di tifosi presenti in tenenza, quel giorno, per lasciare la propria firma. L’imputato, un 27enne difeso dall’avvocato Guglielmo Guarracino, avrebbe dovuto firmare il 1 febbraio 2015, prima della partita Casertana-Paganese. Il giudice monocratico Leda Rossetti, nella sentenza, si è rifatta alla testimonianza dell’unico militare che aveva poi redatto il verbale sulla colpa presunta dell’imputato: “Il teste precisava che era un giorno in cui vi era molta confusione in caserma, dovendo apporre la medesima firma contemporaneamente altre 30 o 40 persone nella medesima situazione dell’imputato”. Un ritardo “irrisorio”, ha spiegato il giudice, frutto di una “causa non volontaria e non imputabile all’imputato”.
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