Un Libro al giorno: Ipotesi di una sconfitta (Giorgio Falco)

0
46

 

 

Falco parte dalla vita del padre che a soli vent’anni, nel 1956, dopo essere emigrato a Milano, diventa autista dell’Atm e guida, meticoloso e puntuale, l’autobus che porta lavoratori, studenti, impiegati, dalla periferia alla città, lungo il Naviglio grande: ogni giorno, per tanti anni, andava avanti e indietro senza scoraggiarsi né per il traffico né per il freddo, attraversando l’alba nebbiosa e vedendo accendersi le prime luci della città. Viveva nell’Azienda e per l’Azienda, prima come autista poi, dopo un incidente, come impiegato.

Giorgio ha praticato invece mille mestieri, imprigionato nella trappola dei lavoretti, nella consuetudine degli impegni occasionali, i più vari; è stato venditore, attacchino, operatore telefonico, ha conosciuto le angherie e l’offesa dei salari bassissimi.

Lo «sgabuzzino» in cui comincia a scrivere la sua storia è quasi una «proiezione dell’ufficetto paterno» è lì che racconta una vita non illuminata o condizionata da una vocazione irrinunciabile ma persa in un presente umiliante come quello di tanti altri.

LA FRASE

La sconfitta non è il peggior fallimento. Non aver tentato è il peggior fallimento.
(George Edward Woodberry)

LA CANZONE