
“Il genio è la peggiore maledizione con cui Dio può benedire un uomo”. La questione del rapporto tra il genio e la follia e dell’identità psicologica e storica del genio costituì per Pessoa una vera e propria ossessione durante l’intero arco della vita. Nel fondo pessoano della Biblioteca Nazionale di Lisbona sono recentemente emersi numerosi testi, in gran parte inediti, e progetti di lavoro tutti relativi a questo nucleo tematico. Sono scritti importantissimi per il dialogo che stabiliscono con il discorso medicopsichiatrico, ma soprattutto per il loro carattere speculativo sul piano dell’estetica, nonché per l’analisi di carattere storicoculturale. Oltre seicento tra frammenti e testi organici sono stati decifrati, riuniti in un corpus omogeneo e pubblicati in Portogallo, nel 2006, a cura dello studioso colombiano Jerónimo Pizarro. Questo “Escritos sobre génio e loucura” è perciò un “libro pessoano” che, al pari del “Libro dell’inquietudine”, non esiste come tale, ma è una delle tante, possibili costruzioni elaborabili riunendo una serie di frammenti.
LA FRASE
“Non voglio che la mia vita imiti l’arte. Voglio che lo sia”. (Carry Fisher)

