Sarno/San Valentino. Perseguita la donna che ha avviato la sua pratica di separazione

Arrestato 40enne di Sarno. La vittima è una funzionaria del comune di San Valentino che ha curato la pratica di separazione tra l'uomo e la ex moglie

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Immagine di repertorio

Telefonate di giorno e notte, lettere con promesse di morte alternate al desiderio sessuale. Finisce in carcere, per la seconda volta e per lo stesso reato, un uomo di 40 anni di Sarno, caporal maggiore dell’esercito. La vittima una dipendente del Comune di San Valentino, che ha avuto la sola colpa di trattare la pratica di separazione tra l’uomo e la ex moglie, colpevole per il 40enne di non aver svolto correttamente il suo compito.  A nulla sono valse le denunce del passato per stalking, il carcere, gli arresti domiciliari, i divieti del giudice e le attenzioni dei carabinieri, la sua “ossessione” lo ha trascinato nuovamente dietro le sbarre a seguito di un’ordinanza a firma del gip Alfonso Scermino del tribunale di Nocera Inferiore, eseguita dai carabinieri di San Valentino Torio guidati dal comandante Gennaro Corvino.

I primi episodi nel 2014: continue telefonate ad ogni ora del giorno, dove l’uomo avanzava pretese assurde, oltre a spaventare la vittima. Incursioni nel suo ufficio,  citofonate di notte e insulti inviati via fax, fino ad arrivare a apprezzamenti sessuali, con tanto di lettere d’amore. Dopo una serie di denunce sporte dalla donna, la Procura aprì un’indagine e arrestò l’uomo, che finì ai domiciliari, avendo lo stesso violato un primo divieto di avvicinamento alla vittima.  Dopo otto giorni dalla sua liberazione, la vittima tornò dai carabinieri per una tentata aggressione e nuove minacce di morte. La nuova denuncia costò all’uomo una nuova misura cautelare, sempre agli arresti domiciliari. Misura che in poco tempo fu sostituita con il carcere dalla Corte d’Appello, in quanto il 40enne aveva preso a minacciare anche la ex moglie. A maggio 2017, la funzionaria comunale ritorna per l’ennesima volta dai carabinieri. Dopo essere stato scarcerato, il militare, infatti, era tornato all’attacco con nuove minacce di morte. Per lui si sono riaperte le porte del carcere.