Soggiorna a Scafati, poi sparisce nel nulla: ricercato sospetto terrorista

L'uomo avrebbe parlato con uno dei due fratelli marocchini, denunciati lo scorso 25 agosto a San Pietro, di obiettivi sensibili in vista di possibili attentati

0
215
Emergono nuovi dettagli nell’ambito dell’indagine – coordinata dalla sezione Antiterrorismo – condotta dai carabinieri del Ros a Scafati. I particolari si ricollegano alle perquisizioni condotte in località di San Pietro lo scorso 25 agosto ed alla contestuale denuncia a piede libero di due marocchini. I due fratelli, Soulaimane e Abdelghani Bakhada, sono indagati per terrorismo internazionale e sono sospettati di essere stati – in particolare uno dei due – in contatto con una persona vicina alla cellula del sedicente Stato Islamico che ha colpito Barcellona.
Attualmente ricercata, questa terza persona sarebbe stata ospitata a Scafati e proprio qui avrebbe parlato di obiettivi da colpire, almeno con uno dei due fratelli. Sull’identità del terzo uomo al momento vige il massimo riserbo. Dopo quel soggiorno a Scafati sarebbe poi andato via, forse all’estero.
La posizione dei due giovani marocchini di 25 e 27 anni resta ai margini, forse inconsapevoli di aver ospitato una persona poi “interna” o vicina alla cellula guidata dall’imam Essati. L’indagine era partita a marzo, con conversazioni in chat acquisite in tempi precedenti, dove si sarebbe discusso di potenziali obiettivi, come una chiesa in Spagna – probabilmente la “Sagrada Familia” – e il Vaticano, da tempo nel mirino della propaganda del sedicente Stato Islamico, ritenuta simbolicamente la “terra dei crociati”. Nel corso della perquisizione del 25 agosto, a San Pietro, presso il domicilio dei due fratelli, i carabinieri hanno rinvenuto e sequestrato materiale di propaganda jihadista, oltre a telefoni cellulari e schede sim. Per approfondimenti, servirà attendere gli esiti di una perizia tecnica disposta dal sostituto procuratore Silvio Marco Guarriello.
Il terzo uomo avrebbe discusso di obiettivi da colpire con Soulaimane, la cui posizione resta al centro delle indagini anche per un viaggio all’estero, terminato in estate con il ritorno a Scafati. L’uomo che avrebbe parlato con lui, avrebbe in sostanza riferito di un attentato a gennaio scorso commesso davanti ad una moschea di Instabul, per poi aggiungere dettagli sul target di nuovi obiettivi che portavano alla Spagna e all’Italia. I due fratelli si sono difesi negando ogni collegamento con gli ambienti estremisti.
Soulaimane è stato raggiunto da un divieto di allontanamento dal territorio nazionale, mentre per il fratello Abdelghani è stato emesso foglio di via con rimpatrio.