Specchio dei Tempi: la nottata per la pensione

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Scene che si ripetono ogni inizio nei pressi degli sportelli postali. La pensione, quasi sempre misera, va presa subito, ci sono già delle scadenze da onorare. Primo settembre, ore quattro del mattino, nei pressi delle villette di via Marconi a Nocera Inferiore: arrivano i primi pensionati. Cominciano a chiacchierare ad alta voce, per far trascorrere il tempo, circa 4 ore, che li separa dall’apertura dell’ufficio. Fa niente che stoppano il sonno di chi abita da quelle parti. E’ un’umanità speciale, va compresa e giustificata. L’umanità che fa i salti mortali per andare avanti, che non conosce iban o bonifico, che si fida solo sul contante (pochi, maledetti e subito). Fa caldo, restano all’aperto. D’inverno, invece, trovano ospitalità in qualche palazzo, portandosi dietro persino sedie per aspettare almeno da seduti. Verso le 6 arriva uno che si arrangia: prende qualche spicciolo dai pensionati per regolamentare il traffico, cioè consegna loro il numerino, non quello legale della Posta, quello ufficioso che regola la fila all’esterno che poi dipenderà fila all’interno dell’ufficio. Sono le 8, tutto è quasi pronto anche per il primo giorno di questo mese. Che ne sanno i governanti o i Paperoni?