Icona dei sofferenti, stella della zuppa inglese, principessa delle rose, riferimento delle parrucchiere: giaculatorie per Lady D, a vent’anni dalla romanzata morte, tra il ricco egiziano che gli era al fianco, l’autista ubriaco e la puzza di sospetti. Insomma una che ha dovuto sposare Carlo, eterno e vano candidato al reame (a mamm’ nu mor mai), meritava solidarietà. Ma non esageriamo. Diana è diventata una sorta di Madre Teresa laica (per deformazione stavo scrivendo Maria Teresa di Calcutta, siamo sicuri che l’originale suora ci credesse per davvero?), una favola all’incontrario, una figurina della sfiga. E sull’ultimo punto c’entra il suo amico Elton John (toccatevi mentre leggete), con canzoni che accompagnano all’ultimo saluto. Viva viva l’Inghilterra (meglio questa, di Baglioni)

