La grande magia: il Napoli di Sarri

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Fenomeno di suggestione collettiva. Sarà, ma come fate a rimanere insensibile di fronte a uno spettacolo simile? Dalla Grande Magia di Eduardo a quella di Sarri. Il Napoli che gioca bene e vince, che guarda all’Europa e allo scudetto con fierezza e autorità. Non è il Napoli di Maradona, con modesti Bianchi e Bigon, tutto incentrato sull’estro del Re, su qualche seconda firma illustre e buoni polmoni a supporto. Non è il Napoli di Mazzarri e Benitez, eterne squadre incompiute e piuttosto sulla difensiva. Potrebbe quello di Vinicio, spettacolare e mai vincente, fatto però di zona antesignana, di versatilità e di impostazione preferita all’interdizione. Il Napoli di Sarri, nato per caso ma portato avanti per scelta. è spettacolo di tecnica in spazi stretti, di gioco corto vivisezionato, di catene perfette. Vincerà qualcosa? Il calcio è un mistero agonistico. Le premesse ci sono tutte: così si gioca solo in Paradiso, copiamo la frase di Bernardini spesa per il suo Bologna scudettato del ’64.