“Pari sostanzialmente giusto, ma con qualche rammarico da parte nostra”. Ha esordito così il tecnico corallino Roberto Carannante al termine del derby contro il Gragnano, costato ai suoi l’eliminazione dalla Coppa Italia.
“Nel primo tempo – continua Carannante – abbiamo prodotto due importanti occasioni da gol, una neutralizzata dalla traversa, l’altra dal portiere, nel secondo si è praticamente giocato ad una sola porta. Potevamo sicuramente fare meglio. Dispiace uscire ai rigori, ma noi adesso dobbiamo solo pensare a riprendere il nostro lavoro per migliorare su più fronti. Cosa non mi è piaciuto? Anzitutto il contraccolpo psicologico subito dopo il vantaggio del Gragnano, anche se questo deve essere in buona parte imputato all’inesperienza. Oggi mancavano pur sempre quattro pedine d’esperienza. Nell’undici di partenza avevamo 3 classe ’99 ed un ’98. In panchina ben quattro classe 2000. I nostro over, insomma, erano i ’97, ’96 e ’95. Assolutamente contento del pubblico, che ci ha fornito grande sostegno. Francamente non avevo nessun dubbio su questo. Sono i nostri tifosi che quest’anno, pur tra sacrifici e sofferenze, ci permetteranno di raggiungere la salvezza. Ne sono certo”.
Quindi alcune valutazioni in chiave mercato. “Le valutazioni maturate nei giorni scorsi sono state confermate da questo primo impegno ufficiale. Di questo ho già parlato con la società. A cosa puntiamo? A calciatori affamati. Voglio gente di corsa. Qui si corre e si picchia, il maestro d’orchestra o calciatori che puntano ad un contratto per svernare, a noi non servono”.
Stessa chiave di lettura, per ciò che riguarda l’esame del match, da parte del centrale di difesa Mario Follera.
“Bene nei primi dieci minuti, poi siamo rimasti un po’ irretiti dopo il gol del Gragnano. Nel secondo tempo abbiamo però subito pochissimo, giocando stabilmente nella metà campo degli avversari. Sappiamo di essere in una piazza prestigiosa e che per questo dobbiamo sudare ancor di più per centrare il nostro obiettivo. Gli applausi finali del pubblico? I tifosi hanno compreso il nostro impegno. Hanno capito ed apprezzato la tenacia con cui abbiamo lottato e lo ha apprezzato. Ma questa per me non è una scoperta. Conosco bene Torre. Mi era rimasta nel cuore”.

