
E’ uno dei simboli più belli e rappresentativi dell’Expo, dell’esposizione universale, che fino al prossimo 31 ottobre avrà come scenario Milano ed il suo giro del mondo attraverso i padiglioni. Parliamo dell’Albero della Vita, che di sera si illumina, regalando un magico spettacolo di luci ai tanti visitatori, ma il suo futuro ora è incerto. Si è aperto, infatti, nei giorni scorsi un dibattito tra chi vorrebbe tenerlo a Rho e chi invece spostarlo, ma nessuno, pare, voglia farsi carico dei costi. Le 19 imprese del consorzio Orgoglio Brescia, che per tradurre in calcestruzzo legno acciaio e cavi l’idea progettuale di Marco Balich hanno investito tre milioni di euro e cinque mesi di lavoro forsennato, al destino futuro della creatura hanno dedicato il loro ultimo consiglio di amministrazione e come dice Giancarlo Turati — delegato dal consorzio a tenere i rapporti con Expo — continuano a essere non solo ottimisti ma anche molto determinati su quel che vorrebbero: «La nostra prima opzione, potendo scegliere, è che l’Albero resti dov’è. Anche se le richieste per portarlo altrove non mancano. Una sola condizione per tutti: dovunque vada a finire deve continuare a funzionare. Spento, slegato dallo spettacolo che lo anima, non avrebbe senso. Attualmente l’Albero è di Expo, cui il Consorzio lo ha regalato con una opzione di riacquisto a un euro esercitabile fino al 29 febbraio. Ma il contratto e i soldi per accendere lo show che ha fatto dell’Albero la cosa più fotografata di Expo finiscono comunque il 31 ottobre. Finora le proposte e/o richieste per dargli una nuova collocazione ci sono state, seppur la Cisl ha chiesto di lasciarlo lì. Non resta che attende la fine dell’Expo per capire quale futuro avrà l’Albero della Vita.
