Economia: aumentano le imprese ma la crescita rallenta

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Iscrizioni, cessazioni e tasso di incremento del tessuto imprenditoriale sono, infatti, in frenata nel secondo trimestre del 2017 rispetto allo stesso periodo del 2016. Tra aprile e giugno le nuove imprese sono state 92.500 (contro le 98.500 di un anno fa), le cessazioni 56.700 (contro 60.400) e il saldo si e’ attestato a 35.800 imprese in piu’ rispetto a marzo (nel 2016 erano 38.100), ossia 400 nuove imprese la giorno. E’ questa la fotografia scattata da Unioncamere-Infocamere, relativa al II trimestre. Si tratta del risultato meno brillante dal 2009. A livello territoriale, tutte le regioni fanno segnare un saldo positivo di imprese, ma nessuna area migliora l’andamento rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno. Tra i settori, quelli piu’ dinamici tra aprile e giugno sono stati: servizi alle imprese (+8.153 unita’ nel trimestre), commercio (+6.872) e turismo (+5.659). Nota positiva, infine, per le imprese artigiane che continuano a migliorare – pur se lievemente – il proprio saldo trimestrale per il quarto anno consecutivo (+3.166 nel 2017). “L’avanzata del tessuto imprenditoriale e’ un segnale incoraggiante, ma occorre accelerarne il cammino. La digitalizzazione e’ la via maestra da percorrere perche’ e’ uno straordinario moltiplicatore di esportazioni e di innovazione”, dice il presidente di Unioncamere, Ivan Lo Bello. “Per questo le Camere di commercio stanno lavorando alla diffusione della cultura e dell’utilizzo delle tecnologie digitali anche attraverso la costituzione di 77 Punti Impresa Digitale all’interno del Piano nazionale Industria 4.0”.
Il secondo trimestre 2017 consolida invece il percorso, pur faticoso, di ricostruzione dello stock delle imprese artigiane. A differenza del totale delle imprese, per il comparto artigiano questo e’ il quarto anno consencutivo (dopo il ‘record’ del 2013, in cui il saldo sconfino’ per la prima volta in campo negativo) in cui il trimestre primaverile si chiude in positivo e, soprattutto, in progressione rispetto a quello dell’anno precedente.
Sull’altra faccia della medaglia, tuttavia, va detto che anche per gli artigiani il risultato e’ frutto di una forte e continua contrazione della vitalita’ del sistema: sia le iscrizioni (22.104) sia le cessazioni (18.938) del secondo trimestre 2017 rappresentano il ‘minimo storico’ degli ultimi otto anni. Poco meno del 40% di tutto il saldo del secondo trimestre dell’anno e’ localizzato nelle regioni del Mezzogiorno. Stessa quota (il 23% circa) e’ appannaggio delle due circoscrizioni del Nord-Ovest e del Centro, mentre il restante 15% e’ al Nord-Est. Il rallentamento della dinamica anagrafica rispetto al triennio precedente si riflette in tutte le macro-aree, anche se Sud e Nord-Est si segnalano per una piu’ apprezzabile tenuta rispetto al 2016. Guardando agli ultimi otto anni, le performance del trimestre di primavera fanno emergere la rincorsa del Centro sul Nord-Ovest, conclusa nel 2012 con il sorpasso e, da allora, contrassegnata da un anda-mento delle due macro-aree praticamente sovrapposto. Tra le regioni, i bilanci piu’ positivi si registrano in Lombardia (+5.334 il saldo tra aperture e chiusure di imprese nel trimestre), Lazio (+5.474) e Campania (+5.807).