Eugenio Lucrezi, di famiglia leccese, è nato nel 1952, vive a Napoli e fa il medico. Ha pubblicato poesia e prose in riviste letterarie e siti, su periodici e almanacchi, quali: Ad Hoc, Almanacco di Odradek, Altri termini, Anterem, Archivio Barocco, Colibrì, Diario, Dove sta Zazà, Esperienze letterarie, Fondazione Premio Napoli, Gradiva international journal of italian poetry. Hellas, Hyria, il rosso e il nero, Incroci, La parola abitata, L’area di Broca, Lareserche, Le Reti di Dedalus, Levania, L’immaginazione, Linea d’ombra, L’ombra delle parole, Lo stato delle cose, Nazione indiana, Nord e Sud, Nostro tempo, Novilunio, Origini, Orma, Poesia meridiana, Poetry wave, Pragma, Prospettive culturali, RAInews, Risvolti, Salvo imprevisti, Secondo tempo, Sinestesie, Tempo nuovo, Terra del fuoco, Tracce, Transiti poetici.
Ha pubblicato cinque libri di poesia:
– Arboraria, Altri termini, Napoli 1989;
– L’air, Anterem, Verona 2001;
– Freak & Boecklin (con Marzio Pieri), Morra-Socrate, Napoli 2006;
– Cantacaruso : Lenonosong (con Marzio Pieri), libro + CD musicale, La finestra, Lavis, Trento 2008;
– Mimetiche, Oedipus, Salerno-Milano 2013.
da Arboraria, Altri termini, Napoli 1989
Il mare bagna i sogni e li distrae …
Il mare bagna i sogni e li distrae
dai pensieri di sopra, in verde affanno
sale battendo i gradini di sopra
di una liquida idea, fin quando attrae
il pensiero che dorme alla corrente.
La sostanza dell’acqua, che diffusa
si allarga nelle stanze della mente,
muove allora le braccia della chiusa
memoria, e si commuove dei racconti
di sotto dissepolti l’incosciente
presenza che ti guarda dietro gli occhi.
Finestre aperte, inabissati monti
da cui risale la voce suadente
dei naviganti che sopra mai tocchi.
Se questa che adornano notte …
Se questa che adornano notte
luci che tremolano ai lati
della strada, mentre un sommesso
canto piange come di gioia
percepibile a stento, e sale
nel cielo la costellazione
che, se volessimo, potrebbe
guidarci: se questa, alla fine,
notte insolente non guarisce …
Accadde quel giorno che lacci …
Accadde quel giorno che lacci
funi, ganci, cinghie ed anelli
zac! Si spezzarono, in margine
e corollario inevitabile
dello sprofondamento certo
del pianeta: non sapevamo,
non sapemmo che fare: strilla
alcuno appeso ad un pallone;
altro su terra si dispera.
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