Non tornerà in carcere il 52enne cavese indagato, insieme ad altre due persone, di violenza in un centro massaggi della cittadina metelliana. A deciderlo è stata la Corte di Cassazione ieri riunita a Roma.
Gli ermellini hanno giudicato insussistenti le esigenze di custodia cautelare in carcere accogliendo i ricorsi presentati dai legali dell’uomo. Ora, tutto è passato nuovamente al Riesame.
Il cavese, dopo 4 mesi di carcere già scontati lo scorso anno da luglio al novembre, dovrà quindi attendere un nuovo provvedimento da parte del Tribunale del Riesame. L’udienza preliminare è stata fissata per il 19 ottobre.
Le accuse che pendono sul suo capo e su quello di altre due persone, un 49enne originario di Agerola e un 72enne nativo di Pagani e residente a Nocera sono gravissime e parlano di violenza sessuale, pornografia minorile e stupro di gruppo su minore. Accuse formulate dal pm Elena Guerino e che fanno riferimento ad una vicenda nella quale i tre avrebbero chiuso in una stanza del centro massaggi di Cava de Tirreni un 17enne legandolo e costringendolo ad avere rapporti sessuali di gruppo. Con i tre anche una quarta persona attualmente non ancora identificata.
Portato in carcere, il 52enne cavese si era difeso attraverso i suoi legali negando di essere a conoscenza della minore età del ragazzo in questione e di un suo coetaneo, anch’esso presunta vittima. In quella circostanza, il gip modificò la misura restrittiva concedendo i domiciliari. La Procura aveva proposto appello e il Riesame lo aveva accolto. Gli ermellini, invece, hanno cassato tutto. E ora, la procedura sarà da rifare.
