Antonietta Gnerre, giornalista, poetessa, scrittrice, critico letterario e studiosa, ha pubblicato le sillogi poetiche: Il Silenzio della Luna (Menna,1994); Anime di Foglie (Delta 3, 1996); Fiori di Vetro- Restauri di Solitudine (Fara, 2007); Salici di Seta- Il viaggio del Silenzio nei Poeti irpini (Il Silenzio della Poesia, Fara, 2008); Preghiere di una Poetessa (Lo Spirito della Poesia, Fara, 2008); il Saggio: Meditazione poetica e Teologica in Mario Luzi (Delta 3, 2008); Ultimo sogno- Pianeta Terra (Poeti Profeti, Fara, 2009);
da Fiori di vetro
*
Mi piace quando mi scopri
nel sussulto quotidiano
quando allontani
i divieti che nutrono
le note delle mie sere.
Sei quel lungo viaggio
che non mi fa tornare
sui registri del tempo.
*
In Irpinia le ginestre
scolorano i piedi
dei contadini tra la cenere
d’agrifoglio affidata
al cibo dei ricordi
con le mani nelle ortiche
tra i silenzi dei portoni
che non si aprirono
Inediti da Polvere
*
Il colore di questo istante
mi copre dal freddo di febbraio
che gocciola dai rami, dai gesti
da una virgola.
Questo istante che è agile.
Perfetto nell’addio
tra il vento che segna le date
in segno di connivenza e di pentimento.
In questo abitare l’istante
non scelgo bene né male:
palpo, concepisco
in carta sottile,
il mondo.
*
Voglio scrivere una poesia per legarla a te
che attendi già da stamattina.
La sento respirare come un’ atleta.
Vuole gareggiare con ciò che è umano, non elusivo:
l’eco, l’ombra, un’onda sulla confessione a picco.
L’ammiro tra i sonagli dei perdoni che cadono
come scorie.
Il suo silenzio è pungente, esatto a te.
Mentre è un corpo con i rami del melo,
del mio corpo.
*
I ricordi ci guardano,
se ne stanno là, vedi, a pregare.
Ci aspettano nel fuoco delle emozioni con lentezza,
sapendo che questo nostro presente
è più grande, a volte.
Vivono negli specchi, sulle lenzuola, ovunque.
Crescono di notte bisbigliando fra loro,
sospesi sul soffitto da un batticuore.
*
Ciò che io scrivo
è parallelo al suolo che mi ospita.
Le parole le aspetto quando
canta un uccello nel cortile.
Mi allargo con la mente e occupo il suo posto
tra le code delle lucertole che si attraggono.
Un albero – da lontano – parla alle sue foglie,
che non fanno rumore.
Qualcuno porta la mia vita da annunciare sulla pagina.
Ed io non so più chi accompagnare tra gli alberi che maturano.
***

