Hanno lasciato spontaneamente la struttura – intimoriti dal fumo che ormai invade tutti i centri urbani ricadenti nella zona interessata dall’incendio – i ragazzi, gli operatori ed i responsabili del Centro Don Orione di Ercolano.
Una decisione adottata spontaneamente, non essendo intervenuto alcun provvedimento di sgombero da parte delle autorità preposte.
Nel resto del territorio comunale, nonostante il vasto fronte del fuoco – che da giorni ormai stringe nella sua morsa i comuni alle pendici del Vesuvio – non sono state registrate particolari criticità.
Gli interventi di vigili del fuoco e volontari della protezione civile sono valsi ad evitare che le fiamme arrivassero a ridosso delle aree abitate.
Sul territorio della città degli Scavi, oltre agli aerei Canadair – che operano su tutto il fronte vesuviano – sono stati costantemente operativi tre moduli dei Vigili del Fuoco, tre della Protezione Civile regionale e un elicottero.
Un nucleo familiare è stati trasferito, alla pari degli animali che vivevano nei pressi del maneggio in località Il Capriccio, ai confini con San Sebastiano.
L’elicottero e i soccorsi di terra hanno messo in sicurezza la Cava Amendola Formisano, che era stata lambita dalle fiamme.
Al momento, la situazione più critica è a quota 800, sul versante al confine con Torre del Greco.
Il Centro Operativo Comunale di Ercolano – presso il Comando di Polizia locale e Protezione Civile – è operativo 24 ore su 24. Sono operativi tutti gli effettivi della Polizia Locale, il personale ed i volontari del Corpo di Protezione Civile comunale.
Nella notte il territorio sarà pattugliato da militari dell’Esercito. Il Tavolo di crisi istituito presso il Municipio è costantemente in contatto con i vertici del Ministero della Difesa e della Protezione civile nazionale.
Nel pomeriggio, inoltre, l’Amministrazione ha incontrato il Ministro dell’Ambiente al fine di intensificare ulteriormente gli interventi. Nel frattempo, il Comune di Ercolano ha emanato un’ordinanza con la quale si vieta di accendere ogni tipo di fuoco all’aperto e si ordina di rimuovere erbe e sterpaglie dai fondi privati.
Al fine di evitare intralci alle operazioni di soccorso, si invita nuovamente la popolazione a non recarsi sui luoghi colpiti dagli incendi e a non attivarsi in iniziative spontanee non autorizzate dalla Protezione Civile regionale.
