Politica e camorra: gli affari del clan svelati in aula

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L’ultima udienza si è tenuta qualche giorno fa. Il contesto è quello del processo “Criniera”, relativo all’indagine – coordinata dalla Dda – tesa a dimostrare gli «equilibri criminali» generatisi dal 2008 in poi a Pagani e nell’Agro nocerino sarnese, in riferimento agli interessi del clan Fezza – Petrosino D’Auria nel settore dei trasporti di ortofrutta e in attività dell’amministrazione comunale.

Nel corso dell’ultima udienza è stata acquisita la testimonianza del luogotenente della Dia, Petrosino, che ha prospettato gli sviluppi dell’attività investigativa sulle assunzioni fatte attraverso la Tempor, la società di lavoro interinale, dietro richiesta di Michele Petrosino D’Auria.

Il militare ha raccontato del contenuto delle intercettazioni ambientali tra i fratelli Vincenzo e Daniele Confessore, oltre a quelle che sarebbero state le indicazioni di Michele Petrosino e del fratello Antonio, quest’ultimo a sua volta collegato con un’azienda di trasporti di ortofrutta.

Dalla ricostruzione del carabiniere della Dia sarebbero emersi i ruoli della Service Agency e New Service, società impegnate a gestire i parcheggi pubblici, secondo l’accusa, collegate ai fratelli D’Auria.

Diverse le persone che sarebbero state “assunte” al Consorzio attraverso l’interessamento dei due fratelli. Attività che, secondo la difesa, rappresenterebbero invece procedure regolari, con tanto di licenziamenti tesi a dimostrare l’estraneità di favori o nomi imposti dal presunto clan.

Sul processo pesa, tuttavia, il precedente dibattimento “Linea D’Ombra” –  nell’ambito del quale furono sollevate simili accuse – e conclusosi con l’assoluzione di più della metà degli imputati. Anche dal voto di scambio, come Michele Petrosino D’Auria, ora di nuovo sotto processo per accuse simili.

Per il pubblico ministero Vincenzo Montemurro, la Tempor – così come confermato anche dalla Dia – era una società interinale che piazzava al lavoro i ragazzi del gruppo nella Multiservice, partecipata comunale. Una sorta di riferimento di comodo, perché poi l’impiego era nel Consorzio di Bacino Salerno 1. Dove “Michele Petrosino non era un semplice operaio – ha spiegato il luogotenente – ma molto di più”. Il processo riprenderà il prossimo 17 luglio.