Crozza “De Luca” direbbe Bindi Maria Rosaria detta Rosy. Da sempre in politica, ovviamente, è solo Rosy, presidente della Commissione Antimafia. Secca l’analisi sotto forma di allarme lanciato oggi a Salerno: “Questa provincia è ritenuta interessante da parte delle camorre“. Nulla di nuovo sotto il sole della criticità di fondo, dell’attenzione che deve sempre restare alta in base a passato, presente e soprattutto futuro fatto di cambiamento culturale, perennemente invocato, ma anche di idonei strumenti per combattere la modernizzazione e il cambiamento di connotati delle mafie varie. La Commissione ha ascoltato il Comitato per la Sicurezza, il prefetto Salvatore Malfi e il procuratore della repubblica Corrado Lembo, il procuratore aggiunto Luca Masini e i sostituti procuratori della Direzione Distrettuale Antimafia. Si è parlato a lungo di Scafati (scioglimento per infiltrazioni mafiose). E’ stato fatto il punto anche sulle indagini per l’omicidio del sindaco di Pollica Angelo Vassallo:“C’è stata la proroga delle indagini – ha affermato la Bindi – siamo ben impressionati dal fatto che le indagini continuano dopo molti anni, senza alcuna intenzione di desistere”. E a proposito del Cilento, ha aggiunto: “C’è interesse della camorra, ma anche da parte della ‘ndrangheta, nei settori alberghiero, del gioco e dei rifiuti”. Il pomeriggio salernitano la Bindi ha deciso di concluderlo a Pagani, manifestando solidarietà alla famiglia Torre per la recente violazione del monumento che ricorda Marcello.

