Enzo Biagi fu il primo a lanciare un appello in suo favore al grido di “E se Tortora
fosse innocente?” «Mentre voi leggete questo articolo, Enzo Tortora è a colloquio con i giudici: sapremo poi, con più esattezza, di quali reati è incolpato, o meglio di quali
deplorevoli fatti si sarebbe reso responsabile. Fino all’ultima sentenza, per la nostra
Costituzione, stiamo parlando di un innocente. Invece, in ogni caso, è già
condannato: dalla riprese televisive, dai titoli dei giornali, dalla vignetta del
pappagallo che finalmente parla e dice: “Portolongone”, dal commento senza carità
di quello scrittore che afferma: “in qualunque maniera vada, è finito per sempre”. O
dell’altro che annota, seguendo la cronaca: “tempi durissimi per gli
strappalacrime. Ognuno ha le sue convinzioni, ma quanta cattiveria in certi resoconti, che rancore, e che piacere per il povero idolo televisivo infranto da un mandato di cattura».
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