La morte di Kohl: addio al “riunificatore” della Germania

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“Se lavoriamo insieme, saremo in grado di trasformare le regioni dell’Est in paesaggi fioriti”: non era stato mai un eccelso oratore Helmut Kohl, ma seppe tirare fuori la frase al momento giusto. E’ morto oggi, all’età di 87 anni. Ma come volete che sia la morte fisica dinanzi all’eterna vita assicuratagli dalla storia. Kohl è stato il padre della riunificazione della Germania, ridiventata una dopo la caduta del muro di Berlino, portata ad un equilibrio socio-economico che appariva di difficilissima realizzazione. E’ morto a quasi 20 anni di distanza da quella sconfitta contro Schröder che segnò il suo addio alla cancelleria dopo 16 anni ininterrotti al potere. “Padre della riunificazione” ma anche “padre dell’euro”, “cittadino onorario d’Europa”: le definizioni, per lui, non si contano. Come non si contano le immagini da assoluto protagonista: stringe la mano a Mitterand nel 1984 a Verdun; è seduto a un paio di metri da Ronald Reagan alle spalle della Porta di Brandeburgo nel 1987, mentre il presidente statunitense lancia un appello entrato nella storia: «Mister Gorbaciov, tear down this wall!»; tratta la riunificazione con Gorbaciov indossando un leggendario golf scuro finito nella collezione del Museo di storia tedesca; i lancia contro i dimostranti che nel 1991, ad Halle, lo bersagliano di uova.