La Procura Federale ha inviato l’avviso di chiusura indagini all’ex presidente del Comitato regionale campano Vincenzo Pastore, e si avvia a deferirlo per la grave violazione dell’articolo 7 del Codice di Giustizia Sportiva, cioè l’illecito sportivo. Dopo diversi interrogatori che hanno coinvolto dirigenti di Società e dipendenti della Lega Dilettanti, ed esaminati numerosi documenti, la Procura Federale ha potuto constatare l’esistenza di un sistema che, nel corso della sola stagione sportiva 2014/2015, ha portato alla disputa di oltre 1200 gare alle quali hanno preso parte uno o più calciatori in posizione irregolare. Tale esteso fenomeno ha fatto sì che in oltre 400 partite le società che avevano impiegato detti calciatori, non legittimati a prendere parte alla gara, hanno ottenuto un risultato favorevole. Da qui, dunque, l’accusa di illecito sportivo tenuto conto che l’ex presidente Pastore, con il suo operato, avrebbe posto in essere comportamenti che hanno sostanzialmente alterato il risultato di singole gare ed il medesimo esito dei relativi campionati. A Pastore, inoltre, la Procura sembrerebbe contestare in particolare la piena consapevolezza delle conseguenze del proprio operato, tenuto conto che, in più occasioni, gli ex presidenti della Lega Dilettanti dell’epoca, Tavecchio e Belloli, gli avevano chiesto di intervenire senza che da parte dello stesso Pastore si ponesse rimedio all’incredibile situazione determinatasi. La questione, peraltro, coinvolge anche responsabilità sul piano non strettamente sportivo, tenuto conto che quei calciatori al momento della loro illegittima partecipazione alle gare erano privi di copertura assicurativa.

