“Il sindaco, Salvatore Bottone deve scendere con noi in strada. Solo allora si può permettere di esprimersi sugli operai”. Sono i dipendenti del consorzio di bacino che operano sul territorio di Pagani, stanchi di essere definiti la causa di ogni male legato alla gestione dei rifiuti, che esplodono quando si parla di mancata o cattiva raccolta in città. “Come si può parlare di boicottaggio, come si può azzardare e dire che si fa il 90% della raccolta differenziata, come si può asserire che ci siamo rifiutati di scendere per Sant’Alfonso”. Pochi concetti, espressi anche in modo esagitato, ma che contengono tutta la rabbia e l’oppressione per una condizione di lavoro che li vede stretti nella morsa di un braccio di ferro tra azienda e comune, ormai da mesi. “Il comune dice che il consorzio non offre i servizi e non paga, il consorzio dice che il comune non paga e non da i servizi”. Insomma, un cane che si morde la coda. Per risparmiare, anche se si è in piena estate, gli addetti alla raccolta hanno posticipato di un’ora l’orario di inizio lavoro. Non più alle 5.00, ma alle 6.00 di mattina. Per strada, però, pochi mezzi e pochi uomini. Questo perché al cantiere c’è la disponibilità di appena 9 automezzi, la maggior parte non idonei al servizio che si svolge. I piccoli per la differenziata vengono usati anche per raccogliere l’umido, il compattatore per i cartoni utilizzato anche per il secco, poi la spazzatrice, una sola che accompagnata dal netturbino, divide giorno per giorno le aree da pulire. Gli addetti allo spazzamento manuale si muovono in autonomia, nel senso che sul posto di lavoro, in strada, ci vanno con i propri mezzi, oppure “approfittano” del passaggio di qualche collega. Scope ce ne sono poche, guanti e divise vecchie, scarponi di fortuna. Quello che raccolgono per strada lo trasferiscono all’istante in cartoni o fondi di damigiane che vengono utilizzate come contenitori. Ma è il nulla per loro, solo l’aspetto superficiale di una condizione di lavoro che da tempo denunciano. “Come sempre si cerca di addossare la cattiva gestione del servizio ai lavoratori, non tenendo conto del fatto che operiamo in situazioni denunciate e fatte presenti da tempo sia al consorzio che al sindaco”.
La ciliegina sulla torta arriva però dai cittadini. Nel video dossier girato dalla redazione di medianews24.it, infatti, emerge il mancato rispetto della raccolta differenziata. Nel giorno della raccolta della frazione umida e della plastica, nei bidoni (che non si lavano da tempo) si trova di tutto. L’umido con il cartone, il secco con la plastica, l’indifferenziato ovunque. “La differenziata la facciamo noi per strada – continuano i lavoratori del consorzio – Vorremmo capire con quale coraggio il sindaco dice che a Pagani il 90% fa la raccolta differenziata. Venisse con noi, scendesse con noi in strada. Forse solo così può rendersi conto della reale situazione. Perfino il cartone, che deve essere messo su strada, troviamo tra i rifiuti”. Dunque, il vero problema, il costo eccessivo dei rifiuti, probabilmente, anzi quasi sicuramente, deriva anche da questo. Non c’è molto materiale da differenziare, quello che si raccoglie è semplicemente rifiuto. “Invece di incolpare noi lavoratori, dire che lo boicottiamo, iniziasse a fare quello che spetta al comune, il controllo. Se i cittadini non si multano, non rispetteranno mai la raccolta”. Al cantiere ci sono anche sette volti. Foto incorniciate da un rosario. Tenute lì nella sala principale, quasi a voler attestare ancora la loro presenza. Sono quelle dei “compagni” di lavoro che negli ultimi anni sono morti. Gli ultimi a distanza di pochi mesi l’uno dall’altro. Per loro non è una coincidenza. Azzardano i lavoratori, “è quello che respiriamo, sono le condizioni in cui siamo costretti a lavorare.. tra i vermi”. Ma non c’è nulla di accertato, solo una idea, forse una paura, o semplicemente una verità. Per i lavoratori del consorzio ogni giorno inizia così, con una preghiera per i compagni ed una per loro. Poi c’è il “caso Sant’Alfonso”. Potrebbe sembrare il titolo di un giallo, ma è probabilmente la legittima denominazione di un episodio che ha destato scalpore in città, ed ha soprattutto diviso coscienze e pareri. Nel giorno della festa del Santo Patrono della città di Pagani, quell’ultimo filo che teneva legato il consorzio con il comune di Pagani si è spezzato. Al centro sempre loro, i lavoratori. Dal comune era stato chiesto uno “straordinario”, il consorzio lo ha negato. “Cosa dovevamo fare noi lavoratori? Per Sant’Alfonso saremo scesi in strada pure senza soldi, ma i mezzi? Se il consorzio ci dice di non lavorare, noi che potevamo fare? Il sindaco, se proprio ci teneva, si assumeva qualche responsabilità in più. Noi, quelli che per lui boicottano, quelli dai quali si aspettava qualcosa in più, certo non potevamo entrare al cantiere e prendere i mezzi senza autorizzazione”.

