“Oggi che ricorre l’8 marzo, come Capo Dipartimento Regionale dei Diritti Civili di Europa Verde e come componente del Gruppo DONNE Europa Verde Campania abbiamo deciso di riprendere una proposta di legge approvata già in Scozia, riguardo la gratuità degli assorbenti femminili durante il ciclo” – ci racconta Sofia Esposito.
“Credo che sia opportuno non limitarsi a raccontare questa giornata soltanto con fatti di violenza, noi donne non abbiamo bisogno di questo. Ci vogliono progetti e questo è uno dei tanti che abbiamo in programma”.
Sulla sua pagina Facebook personale, il racconto di questa battaglia:

“Spolverando, mi sono soffermata su questa targa ricevuta nel 1995, quando ancora studentessa già ero vicina alla difesa delle fasce più deboli, come donne e bambini, ecco perché ritengo che c’è tanta ipocrisia in questa ricorrente festa della donna, che si celebra tutti gli anni l’8 marzo. La donna va apprezzata e festeggiata tutti i giorni dell’anno. La nostra società invece la malmena, la stupra, la ammazza, tutti i giorni dell’anno tra l’indifferenza o quasi dell’opinione pubblica, celebrandola quasi come un acquietamento della propria coscienza sporca un solo giorno all’anno: l’8 marzo. Fin dai tempi più antichi una delle condizioni più discusse è stata quella della donna. Esse sono sempre state considerate degli esseri inferiori. Questo era lo scopo della donna da punto di vista maschile. La donna ha faticato a lungo per acquistare la sua indipendenza e affermarsi nella società. Oggi si potrebbe affermare che finalmente la donna è libera, ma la strada da percorrere è ancora lunga. Perchè sempre più spesso sentiamo di donne massacrate, stuprate, maltrattate, sfruttate? Questa sarebbe l’importanza, la libertà, la dignità della donna? E proseguendo, non c’è solo chi malmena le donne, ma anche chi fa finta di niente, chi non denuncia, chi non l’aiuta e lascia che venga umiliata.
Che società è diventata quella in cui viviamo? Prima tratta la donna male e una volta all’anno la loda, la elogia, come se niente fosse, come se ogni giorno non vi sia una donna violentata o maltrattata. Davvero non capisco perchè la gente sia tanto falsa e non faccia nulla per cambiare questa situazione. Ne sono disgustata, delusa, esterrefatta, e non riesco a darmene una spiegazione, nonostante provi a cercarla. Ogni scusa che potrebbe essere “valida” alla fine non ha più un significato, perché per questo non esiste una spiegazione. E’ totalmente inaccettabile. Quindi che senso ha festeggiare la donna una volta all’anno per poi maltrattarla tutti gli altri giorni? Forse sarebbe bene abolire questa ipocrita festa. Forse sarebbe ancora meglio trattare con rispetto la donna ogni giorno, anche senza festeggiarla l’8 marzo. Perché alla donna questo giorno non serve, se poi per gli altri 364 giorni è considerata come una nullità e la sua dignità viene calpestata. La Scozia per esempio è un Paese per donne: Perché, vi chiederete? La risposta: è assorbenti gratis per tutte. Vi sembra una sciocchezza? Per me non lo è.
La tampon tax è un tema che fa alzare il sopracciglio a molte persone. Argomento tabù come le mestruazioni per cui ancora ci cercano sinonimi: ciclo, cose, fiori, zie, marchesi, ma anche imbarazzati giri di parole. «Sono indisposta». Il fatto è che gli assorbenti femminili sono stati tassati fino ad oggi come un bene di lusso, come il tartufo, per fare un esempio. E solo dopo molte proteste il governo ha concesso una riduzione dell’aliquota, dal 22 al 5 per cento, ma solo per gli assorbenti ecologici e per le “coppette”, oggetto che poche conoscono. Insomma come spesso accade ti accontento ma nello stesso tempo ti dò una fregatura a meno che tu non voglia abbracciare le misteriose coppette. E se l’Italia non è un Paese per donne per fortuna che c’è la Scozia dove il parlamento ha approvato un nuovo disegno di legge che intende far diventare gratuiti assorbenti e tamponi, rendendoli disponibili nei centri di aggregazione giovanile come i centri sociali. In Scozia c’è un termine prefetto per chiarire di cosa stiamo parlando: “period poverty”. Perché in un’epoca di diseguaglianze sociali anche le mestruazioni aumentano la distanza e gettano nella miseria visto che la spesa per assorbenti è molto alta. Secondo le stime, infatti, le donne con un ciclo che dura in media 5 giorni possono arrivare a spendere fino ad 8 sterline al mese (circa 12 euro). Un passo per abbattere un altro pezzetto della discriminazione di genere? I maschi diranno: ma va…. Come se le nostre istanze fossero sempre esagerate e vittimistiche. Allora ricordiamogli che in Nepal fino a pochissimo tempo fa c’era la pratica millenaria del chhaupadi, cioè la reclusione delle donne mestruate in capanne isolate, in cui non potevano mangiare e bere, ma potevano essere morse dai serpenti.
L’Italia resta ad oggi uno di quei paesi in cui comprare un assorbente è come comprare un bene di lusso. Infatti, l’aliquota minima, pari al 4%, si applica ai beni di prima necessità, per lo più alimentari. Mentre la quota del 22% applicata anche agli assorbenti si applica a beni considerati di lusso, tra cui sigarette, automobili e computer. Insomma, in Italia comprare un pacco di assorbenti necessari ad ogni donna durante il ciclo mestruale è come passarsi il lusso di comprarsi un tablet!In effetti, si stima che una donna nell’arco della sua vita, circa 30 anni dalla prima mestruazione alla menopausa, consumi almeno 12.000 assorbenti. Inoltre, secondo il Corriere della Sera, ogni anno sono venduti in Italia 2,6 miliardi di assorbenti e la spesa annua media per donna è di circa 130 euro. Avere il ciclo mestruale non è una scelta, è una condizione legata alla fertilità della donna. Il ciclo mestruale non deve essere una vergogna, qualcosa che va nascosto o che non può essere nominato. Liberiamoci di questi concetti, retaggio di una mentalità arcaica e patriarcale. Anche se talvolta può sembrare una scocciatura, noi donne dobbiamo essere orgogliose di essere donne, di essere così come siamo e di avere il ciclo. Per tale ragione l’igiene intima durante il ciclo è un nostro diritto, ed è una questione che va affrontata seriamente a livello politico e sociale. Avere la possibilità di comprare un pacco di tamponi o di assorbenti senza una tassazione che li equipara a beni di lusso dovrebbe essere una delle prerogative di un paese civile e attento ai diritti delle donne. Alla luce di tutto ciò mi farò promotrice insieme al gruppo DONNE DI EUROPA VERDE CAMPANIA nelle prossime settimane di un sollecito affinché anche in Italia ci sia una Legge uguale a quella della Scozia”.
Giornata internazionale della donna
Iniziativa di Europa Verde: “Parità non vuol dire uguaglianza. Ancora troppe discriminazioni e violenze.”
In occasione della giornata internazionale della donna dell’8 marzo gli esponenti di Europa Verde, delle Donne Verdi e dei Giovani Verdi della Campania hanno dato vita a un’iniziativa social per ricordare, attraverso un video, le conquiste ottenute dalle donne ma anche le tante, troppe discriminazioni che ancora oggi continuano a perpetrarsi nei confronti del genere femminile.
“L’8 marzo non è la festa ma è la giornata internazionale della Donna e deve ricordarci le conquiste sociali, economiche e politiche raggiunte dalle donne, ma anche le discriminazioni di cui sono state, e sono ancora, oggetto nel mondo.
La strada è lunga da percorrere, ancora troppi sono gli atti di violenza contro le donne che continuano a perpetrarsi ogni giorno.
Ricordiamocene sempre, in ogni momento, del valore delle donne, nei piccoli e nei grandi gesti quotidiani, nel non alzare la voce contro una donna, nel cedere il passo, nel rispettare le sue scelte … Perché è la quotidianità che fa la differenza.
Ci batteremo fino allo stremo per la parità, che non vuol dire uguaglianza. La donna ha le sue peculiarità, le sue specificità. Parità vuol dire uniformità di trattamento. Ecco cosa vogliamo-.”- è il messaggio del collettivo di Europa Verde.

