25 settembre: i fatti e i personaggi

0
76

1912 – A New York viene fondata la scuola di giornalismo della Columbia University
1915 – Prima Guerra Mondiale: comincia la seconda battaglia della Champagne
1939 – La Germania nazista inizia concretamente a progettare la bomba atomica: viene chiamato Werner Karl Heisenberg a dirigere il progetto, appena un anno dopo la conclusione per volere diretto di Heinrich Himmler delle indagini su di lui per la sua vicinanza ad alcuni scienziati ebrei stranieri
1956 – Viene inaugurato il primo cavo sottomarino transatlantico, tra Scozia e Terranova
1979 – La mafia uccide il magistrato e politico italiano Cesare Terranova
1981
Sandra Day O’Connor diventa la prima donna a essere nominata giudice della Corte Suprema degli Stati Uniti.
Il Belize entra nell’ONU
1983 – 38 detenuti dell’IRA evadono dal carcere di Long Kesh, vicino Belfast. È l’evasione più numerosa dalla fine della seconda guerra mondiale e la più numerosa della storia carceraria britannica
1988 – La mafia uccide il magistrato Antonino Saetta e suo figlio Stefano
1992 – A San Francisco nasce la Critical Mass
1996 – In Irlanda viene chiusa l’ultima delle Case Magdalene
2003 – Terremoto di magnitudo 8,0 della Scala Richter al largo della costa di Hokkaidō, in Giappone
2005 – Ferrara: il diciottenne Federico Aldrovandi muore pochi minuti dopo essere stato fermato dalla polizia nei pressi dell’ippodromo; sono indagati per la sua morte quattro poliziotti condannati in via definitiva il 21 giugno 2012 a 3 anni e 6 mesi per “eccesso colposo in omicidio colposo”
2008 – La Cina invia nello spazio Shenzhou VII. È la terza missione spaziale cinese, dopo quelle del 2003 e 2005, la prima a prevedere una passeggiata nello spazio. Il lancio è stato effettuato alle 20.50 ora locale dalla stazione spaziale di Jiuquan Satellite Launch Center, nella provincia di Gansu.
2017 Al referendum sull’indipendenza del Kurdistan il sì ha vinto con il 92,7 per cento dei voti. L’affluenza fra i circa 5,3 milioni di elettori registrati è stata del 72,6 per cento. Il Governo iracheno non ha riconosciuto l’esito del referendum.