“Giochi senza Frontiere non è e non vuole essere la semplice estate ragazzi”. E a giudicare dalla partecipazione, è il caso di dire “buona la prima”.

Brinda al successo la comunità parrocchiale di San Sisto II per l’iniziativa “Giochi senza frontiere 2018”. Le attività ricreative, partite oggi con numerosi bambini, proseguiranno fino al prossimo 21 luglio. Location: il parcheggio ospiti dello Stadio Marcello Torre. Tante le sfide che don Giuseppe Pironti, parroco, e i suoi collaboratori hanno deciso di affrontare: prima tra tutte l’idea di ‘frontiera’.
“Il gioco – si legge nella lettera aperta pubblicata anche sul sito parrocchiale – è una modalità di insegnamento e un tempo di vita ma non è la mèta. Il centro di tutto è nelle frontiere che, con questi giochi, vogliamo abbattere. Senza frontiere, senza limiti imposti, oltre la mediocrità, convinti che con l’impegno si possono fare grandi cose”. Gli iscritti saranno impegnati ogni pomeriggio, per due settimane, in diverse attività. “Non li faremo solo sfrenare e giocare – le parole del parroco e dei suoi collaboratori – proveremo a insegnargli delle regole da rispettare, prima tra tutte che il telefono non deve stare sempre tra le mani. Anzi, se il telefono non glielo faremo portare, avremo esercitato egregiamente il nostro compito educativo; ai giochi ci sarà il telefono della parrocchia sempre attivo da contattare per qualsiasi esigenza.
Inoltre, impareranno il rispetto degli orari e la puntualità; abbiamo organizzato le squadre seguendo l’anno di nascita e non daremo la possibilità di spostarsi da una squadra all’altra; questo per insegnar loro a socializzare con tutti, perché non sempre si scelgono le persone dei contesti in cui operiamo e dobbiamo saper convivere con tutti anche se non siamo tutti amici. Le squadre competeranno tra loro con punti e classifiche, fino a ricevere un premio per i vincitori; una competizione, quindi, ma fatta nel rispetto per imparare a dare il meglio senza calpestare l’altro. Giochi senza Frontiere vuole essere tutto questo. Non sarà facile, forse falliremo, forse riusciremo, ma non ci arrenderemo. Per la nostra Parrocchia, l’Oratorio e le sue attività fanno parte di un progetto che ha a cuore l’educazione dei bambini, ragazzi e giovani. Ci crediamo fortemente, sappiamo che non dobbiamo accontentarci di un’educazione a buon mercato ma mettere in moto strategie pensate e non improvvisate. Senza paura, dobbiamo saper guardare occasioni di crescita in ogni situazione, imparare a vincere l’iperprotezionismo che tarpa le ali a questi piccoli. Lasciamoli andare, cadere, sbagliare, annoiare; non gli impediamo di sviluppare intelligenza e creatività che vengono fuori solo davanti alle necessità. Solo così li faremo diventare uomini e donne. Giochi senza Frontiere – si legge in conclusione – ha la presunzione di insegnare tutto questo”.











