1970, nasce la legge sul divorzio: la svolta che cambiò l’Italia

0
88

Con la legge 898 del 1° dicembre 1970 il matrimonio non fu più indissolubile: una conquista civile dopo anni di scontri politici e culturali

La legge sul divorzio in Italia, la n. 898 del 1° dicembre 1970, rappresenta uno dei passaggi più significativi della storia civile del Paese. Conosciuta come legge Fortuna-Baslini, dal nome dei deputati Loris Fortuna e Antonio Baslini che la proposero, introdusse per la prima volta la possibilità di sciogliere legalmente il matrimonio, ponendo fine a un tabù che aveva resistito per decenni.

Prima del 1970, infatti, il divorzio non era consentito: le coppie potevano solo ricorrere alla separazione, un istituto che però non consentiva una vera ricostruzione della vita familiare. Il tema aveva animato a lungo il dibattito pubblico, dividendo il Paese tra forze laiche e progressiste, favorevoli a una riforma, e componenti cattoliche più conservatrici, contrarie allo scioglimento del vincolo matrimoniale.

L’approvazione della legge il 1° dicembre 1970 fu il risultato di un percorso politico complesso, segnato da mediazioni, proteste e confronti ideologici. La norma, intitolata “Disciplina dei casi di scioglimento del matrimonio”, sancì il principio che anche in Italia fosse possibile porre legalmente fine a un’unione coniugale, riconoscendo nuovi diritti alle persone e un diverso modello di famiglia.

La legge Fortuna-Baslini aprì la strada a un cambiamento profondo, non solo giuridico ma anche culturale, che avrebbe accompagnato l’Italia nei decenni successivi, fino alle successive riforme che hanno reso più rapide e meno conflittuali le procedure di separazione e divorzio.