Un giorno arrivò la televisione. E i soliti profeti della tecnologia proclamarono la fine della radio, fino ad allora signora incontrastata dei media. Poi arrivò Internet. E i soliti profeti sentenziarono l’ennesima fine della radio.Invece questo strumento che deve la paternità a un italiano, Guglielmo Marconi, è ancora più che presente nella vita di tutti i giorni di centinaia e centinaia di milioni di persone in tutto il mondo. Nei modi più svariati, utilizzando tecnologie e tecniche comunicative vecchie e nuove. La radio, insomma, è capace di adattarsi ai cambiamenti e di sfruttare anche internet (con lo streaming o il podcast sul cellulare) e pure la televisione dove la radio si ascolta e si vede.

