Nocera, stop all’assistenza TIN ai prematuri: l’ira dei cittadini

E’ bufera a Nocera Inferiore per la chiusura della TIN dell’Umberto I. Il servizio di assistenza neonatale da martedì prossimo effettuerà solo assistenza diurna, lasciando scoperte le ore della notte. A rischio, quindi, tutte le nascite che avvengono nella fascia oraria notturna ma a rischio, in sostanza, sono anche e soprattutto i parti prematuri.

Che fine faranno le gravidanze a rischio? Dove saranno veicolate? Nessuno, al momento, sa dare una risposta chiara a questi interrogativi che i più si stanno ponendo. Sta di fatto che l’assistenza ai nati prematuri da martedì prossimo verrà a mancare.

Chiaro il motivo: non ci sono medici.

E le problematiche sono sorte subito: mancando l’assistenza di un neonatologo infantile, le ripercussioni sulle nascite notturne (premature o provenienti da gravidanze a rischio) possano essere ingenti. L’arresto delle turnazioni avverrà solo dal prossimo 4 ottobre, ma per molti le difficoltà sono già evidenti e dietro l’angolo, pronte a manifestarsi stravolgendo tutto. In tanti, sui social, hanno espresso il loro disappunto e molte sono state le riflessioni tra gli utenti. C’è stato chi, in queste discussioni, ha ipotizzato una plausibile soluzione: unificare i medici in forze al reparto di Pediatria e quello della Tin. Una proposta già al vaglio dei vertici dell’azienda sanitaria, così  come si vocifera, che permetterebbe a molti dottori di mettere in pratica anche i frutti di anni di esperienza nel settore (e al contempo di formare nuovo personale medico). Con questa operazione, insomma, i medici ci sarebbero sempre e l’assistenza ai prematuri non andrebbe a dissolversi.

L’ok alla proposta, al momento, non è stato ancora rilasciato. I turni sono previsti solo fino a domani. Sul piede di guerra il sindaco Manlio Torquato, che ha già annunciato la massima attenzione affinché il servizio non si fermi. Sui forum web dedicati alla città di Nocera Inferiore e non solo molti i cittadini che si sono detti indignati e pronti a qualsiasi forma di protesta. E nel coro, la domanda di alcuni: “che dietro quest’azione ci sia una volontà di ridimensionare l’Umberto I a favore dell’azienda universitaria di Salerno?”