Guardia di Finanza. Bilanci estivi: 11mila interventi in 30 giorni

Oltre 11.000 interventi svolti, con una media 240 al giorno.

A circa un mese dall’inizio della stagione estiva la Guardia di Finanza traccia un bilancio delle attività svolte sul territorio. Un elenco di interventi lunghissimo, che traccia un quadro complessivo degli illeciti ancora presenti (quasi radicati) nel territorio italiano, non solo del Sud.

  • Lavoratori senza regolare busta paga (in nero)

Sono 1.450 i lavoratori non assunti o pagati con il sistema del “fuori busta” scoperti da inizio estate. 268 di loro sono stranieri, 27 i minori, impiegati soprattutto nei campi agricoli. In Sicilia, in un’operazione “anti-caporalato” e contro lo sfruttamento della manodopera delle Fiamme Gialle di Siracusa, è stato applicato, tra le prime volte in assoluto, il “controllo giudiziario d’azienda”. Istituto, introdotto lo scorso anno, che prevede la nomina di uno o più amministratori da affiancare all’imprenditore nella gestione dell’attività.

  • Affitti in nero/Case Pollaio/Evasioni fiscali

Sotto la lente d’ingrandimento delle Fiamme Gialle sono finiti i proprietari di seconde e terze case per gli affitti nelle località di villeggiatura: degli 811 interventi eseguiti uno su due è risultato irregolare, con 450 violazioni riscontrate. “Case pollaio”, inoltre, a Gallipoli, abitazioni senza i minimi requisiti igienico-sanitari, affittate “in nero” e riempite all’inverosimile di turisti, soprattutto ragazzi tra i 16 e i 28 anni disposti a dormire, pur di risparmiare qualche euro, come successo in un caso, in un deposito con bagno senza finestre né impianto di areazione.

Scoperto, in questo ambito, un finto circolo ricreativo che in realtà era una vera e propria discoteca, con cene a bordo piscina e feste private, tutto “esentasse”: oltre a beneficiare delle agevolazioni fiscali previste per gli enti “no profit”, evitavano anche di pagare l’affitto, pur utilizzando impianti sportivi di proprietà del Comune di Anzio, con un danno per le casse pubbliche di oltre 170.000 euro.

  • Merce contraffatta

In appena un mese sequestrati 12 milioni di prodotti contraffatti, con una media di 250 mila articoli tolti dal mercato ogni giorno. Tutto venuto fuori a seguito di indagini iniziate letteralmente in spiaggia e che hanno portato gli esponenti delle forze dell’ordine ai produttori, importatori e ai centri di smistamento e distribuzione della merce illecita. A Napoli, seguendo le tracce raccolte sul territorio, le Fiamme Gialle hanno rinvenuto, su un camion, 23 mila paia di scarpe da ginnastica sulle quali erano stati applicati adesivi anonimi per nascondere il marchio contraffatto di una multinazionale leader mondiale nella commercializzazione di articoli sportivi.

  • Venditori abusivi

Nei controlli messi in campo nelle località di villeggiatura, individuati in appena un mese 460 venditori abusivi per la totale assenza di licenze e permessi previsti dalla normativa commerciale e di pubblica sicurezza. 1.600 gli esercenti che invece, seppur in regola con le autorizzazioni, non hanno comunicato al Fisco l’avvio delle attività o non hanno installato gli apparecchi per l’emissione dello scontrino, risultando, talvolta, anche evasori totali

  • Distributori di carburante non in regola

Mille circa i distributori stradali controllati, di cui 1 su 5 è risultato irregolare. 256 le violazioni constatate, delle quali 113 riferite alla disciplina prezzi, con sanzioni amministrative a carico dei gestori degli impianti; Nelle ipotesi più gravi, 38 responsabili sono stati denunciati all’Autorità giudiziaria, con il sequestro di 290 mila litri di prodotti petroliferi. Tra i casi di frode scoperti le classiche truffe nell’erogazione di carburante e miscelazioni abusive.

  • Scommesse clandestine/Slot truccate

Effettuati, inoltre, 635 interventi a contrasto del gioco e delle scommesse abusive: irregolare uno su tre; sequestrate 425 macchinette videopoker illegali, 93 punti di scommesse clandestine e verbalizzate 270 persone, delle quali 43 denunciate all’Autorità Giudiziaria.

A Torino sono stati sequestrati apparecchi da gioco manomessi da un gruppo criminale che, attraverso un software, ne alterava il funzionamento in modo da erogare vincite di importo di gran lunga inferiore rispetto a quello spettante.