Crocevia tra due ospedali per una 47enne di Scafati, morta per leucemia

Sotto indagine ci sono 6 medici dell'ospedale di Pagani e di Castellammare

Un giro di ospedali, due per la precisione, insieme ad una serie di ricoveri, al termine dei quali però non riuscì a sottrarsi alla morte. Ora spetterà al gip valutare se definire la vicenda con un processo, o, in alternativa disporre nuove indagini o archiviare definitivamente il fascicolo. Sullo sfondo la morte di Sofia Lauritano, una 47enne di Scafati deceduta dopo alcune visite effettuate prima a Castellammare e poi a Pagani, nel reparto di oncoematologia. Sono sei i medici indagati, comprensivi dei due plessi ospedalieri. Per la Procura di Nocera Inferiore non ci sarebbero elementi di colpevolezza nella gestione della paziente, ma la difesa si è opposta, portando la questione in camera di consiglio. Sul decesso della donna furono svolti accertamenti tecnici irripetibili, ma è tutto l’iter medico al quale è stata sottoposta che presenta più di una stranezza. La donna era affetta da una gengivite acuta, con sanguinamento dalla bocca e problemi alla vista. Fu il marito a parlarne dettagliatamente in una denuncia, quando nei primi giorni dello scorso aprile 2015, la moglie fece la sponda dagli ospedali di Castellammare e Pagani. A seguito di una biopsia midollare, i medici le diagnosticarono una leucemia acuta, con terapia orale di oncoarbite e un trattamento di chemio per induzione: il 13 aprile Sofia fu sottoposta alla chemio, alla quale reagì dopo sette giorni con una forma di dissenteria acuta e dei dolori addominali

Il giorno dopo le cose non migliorarono, con la paziente che cominciò a soffrire di problemi respiratori, spingendo i medici a somministrarle urgentemente dell’ossigeno. La terapia infatti, seppur invasiva, fu proseguita nonostante le opposizioni del marito. Il 22 aprile la 47enne perse i sensi, arrivando a non riconoscere neanche i familiari nel momento in cui riaprì gli occhi. Le condizioni non migliorarono neanche il giorno dopo: stando alla denuncia presentata alla Procura di Nocera Inferiore, la donna fu colta da una forma molto forte di tachicardia. In serata avrebbe perso nuovamente i sensi, ma non fu trasferita in rianimazione, oscillando tra svenimenti continui, fino al tragico decesso. Registrato il 24 aprile in terapia intensiva. Spetterà ora al gip valutare tutti gli elementi, oltre a quelli in denuncia, insieme alle indagini della procura e alle consulenze disposte all’epoca per ricostruire tutti i movimenti della paziente, oltre che quelli dei medici.