Carte di credito e carte di debito: cosa sono e quali sono le differenze?

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Le recenti notizie relative ai fallimenti di alcuni istituti bancari, con conseguente danno economico per i correntisti, rendono necessari alcuni chiarimenti circa i “prodotti” che le banche forniscono ai propri clienti.

Le carte. Il pagamento elettronico si diffonde ogni giorno di più. Ma non tutte le carte sono uguali. Una prima differenza di rilievo consiste tra le carte di debito e le carte di credito, le prime denominate generalmente “Bancomat”, trattandosi di tessere plastificate che consentono ai consumatori di prelevare contanti presso gli sportelli automatici abilitati pagando una commissione, di solito solo in caso di prelievi effettuati su sportelli differenti rispetto alla Banca in cui la carta è stata emessa. La carta di debito permette di fare acquisti presso gli esercizi in possesso di un apparecchio POS.
Le carte di debito sono solitamente emesse dalla Banca presso cui il titolare ha un conto corrente attivo, ogni transazione è regolata con valuta del giorno stesso tramite addebito sul conto corrente
La carta di credito è invece associata ad una linea di credito, un fido, messo a disposizione del cliente dell’istituto bancario/finanziario che la emette. Di solito,più un cliente utilizza la propria carta più scende l’importo della linea di fido a sua disposizione. La linea di credito può essere ricostruita attraverso i rimborsi che possono essere effettuati a saldo o a rate. La carta di credito è generalmente associata ad un circuito internazionale che ne specifica il circuito di spendibilità e la cui sicurezza è garantita grazie alla tecnologia del microchip di cui le carte sono dotate.
Le Carte di Credito con rimborso rateale prevedono però un tasso di interesse che viene espresso dal TAEG.

Obbligazioni ed azioni. L’obbligazione altro non è che un debito assunto dall’emittente nei confronti degli investitori, dietro la garanzia del rimborso del capitale (a scadenza) e la corresponsione del tasso di interesse. Le ragioni che spingono l’emittente possono essere diverse, dalla necessità di investire per la crescita a quella di ripagare vecchi debiti in scadenza. Le obbligazioni si differenziano dalle azioni perché solo le seconde assicurano al titolare il diritto di partecipare alla gestione della società (attraverso la partecipazione alle assemblee). Inoltre, mentre l’azionista incassa il dividendo solo se la società fa utili e il c.d.a. decide di distribuirne una parte, l’obbligazionisti ha diritto a ricevere il capitale versato e gli interessi alle scadenze prefissate, indipendentemente dai risultati e dalle decisioni societarie.

avv. Pasquale Zambrano